Il Museo

Il pianterreno del Convento settecentesco (N. Fagioli: 1774-1777), annesso al Santuario, venne sistemato come museo nell’anno 1974, nella cornice delle celebrazioni bicentenarie della nascita del Beato Stefano e della costruzione del Convento stesso. Occupa due corridoi paralleli uniti ad H da una galleria, e un piano superiore.

Corridoio di San Giovanni

È il primo corridoio cui si accede uscendo dalla Sacrestia. Notevole una statua di marmo del secolo XV, di Andrea Bregno, raffigurante San Giovanni Battista. In fondo: la nuova statua (2009), Madre del Buon Consiglio, commissionata per le processioni. Intorno, affreschi staccati dalla cantoria della Chiesa (Tito Troya) e tele di autori vari.

Galleria centrale

Solenne e caratteristica, con il ballatoio terminale semicircolare, i finestroni tondi in alto (elemento architettonico ispirato al Ninfeo del Bramante): vi sono esposti i quadri che erano sparsi nel Convento (e sono i più antichi) ed altri donati al Santuario (soprattutto da Papa Leone XIII).

Nelle vetrine: alcuni tra i paramenti antichi più belli e preziosi del Santuario, splendide “pianete” datate XVI e XVII secolo, dono delle famiglie nobili alla Vergine del Buon Consiglio per le occasioni importanti di Matrimoni e/o grazie. Nei grandi quadri è possibile ammirare parte delle tante testimonianze di gratitudine espresse alla Vergine Madre del Buon Consiglio “PGR – Per Grazia Ricevuta”.

A metà, sulla sinistra: Sala oggetti-ricordo, ove è possibile acquistare souvenir del Santuario.

Corridoio della Campana

Al termine della Galleria centrale.

Sulla destra:

  • Campana del 1424: la tradizione vuole che suonasse da sola quando, nel vespro del 25 aprile 1467, apparve l’immagine della Madonna. E da tempo immemorabile, ogni 25 del mese, viene solennemente ricordata la “Venuta” proprio con lo scoprimento della Santa Immagine al tocco del Campanone, all’ora del vespro;
  • una stanzina piena di caratteristici cimeli del Santuario;
  • la Sala Convegni (antico Refettorio, o Sala da pranzo), anch’essa opera dell’architetto Nicola Fagioli (1774-77). E’ ariosa, luminosa, con tavoli e stalli di noce, anch’essi dell’epoca. Sulla parete di fondo, affresco di Taddeo Kuntze (1777): raffigura la Moltiplicazione dei pani e dei pesci. Come dice il suo nome, ora questa sala, con la capacità di circa cento posti, serve ad incontri, conferenze, raduni.

- Sulla sinistra, comodi servizi, utili per comitive di pellegrini. Al centro, Sala Ristoro, adatta per pasti al sacco.

Piano superiore

Dal corridoio di San Giovanni, subito prima dell’uscita del Convento, sulla destra, c’è la scala di accesso alle stanze del Beato Stefano.

Sui muri della scala e dello stretto corridoio superiore, ex voto e cimeli.

Al centro (sul ballatoio terminale semicircolare, visibile anche dalla galleria centrale): bella statua di San Nicola da Tolentino di Francesco Morini (1870).

In fondo al corridoio, a destra, ricomposizione delle piccole stanze ove il Beato Stefano lavorò da Parroco e morì contagiato dalla peste. Nella grande bacheca della seconda stanza: oggetti personali del santo.

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