L'Ordine di Sant'Agostino

Agostino, appena convertito, aveva subito fondato con degli amici, un monastero nella sua città natale, Tagaste, in Africa, con l’intenzione di spendere il resto della vita nell’approfondire quel suo primo incontro con Cristo.

Ben presto però le necessità urgenti della Chiesa sconvolsero questo suo tranquillo aderire a Dio: lui e i suoi amici, ad uno ad uno, vennero chiamati qua e là, come vescovi, a guidare con saggezza la Chiesa Africana.

Con l’andare dei secoli, i suoi seguaci erano riusciti a ricostituire nuovamente delle oasi, in cui cercare concordemente Dio, con un sol cuore e un’anima sola. E ancora una volta i Pastori della Chiesa vanno a scovare questi innamorati di Dio nei loro monasteri, lontani dai centri abitati.

Papa Alessandro IV convoca diverse Congregazioni di Eremiti con Regola agostiniana; li esorta ad unirsi in un unico grande Ordine, a lasciare i loro monasteri, e ad insediarsi nelle città, a servizio del popolo di Dio: è il 1256!

Come già per il suo Fondatore, ricomincia per gli Agostiniani la difficile composizione tra il desiderio di dedicarsi esclusivamente a Dio e quello di servirlo nei fratelli, guidati da una lucida pagina de La Città di Dio:

«L'amore della verità ricerca la quiete della contemplazione; la necessità dell'amore accetta l'attività dell'apostolato. Se nessuno ci impone questo fardello, applichiamoci allo studio e alla contemplazione della verità. Ma se ci viene imposto, dobbiamo accettarlo per la necessità della carità. Tuttavia, anche in questo caso, non dobbiamo rinunciare completamente alle gioie della verità, affinché non accada che, privati di quella dolcezza, restiamo oppressi da questa necessità».

È proprio in questo spirito che, nel 1356, gli Agostiniani lasciarono il loro convento fuori le mura di Genazzano per inserirsi nel cuore del paese dove, un secolo dopo, divennero i fortunati testimoni e custodi del prodigioso evento mariano.